Si è svolta il 3 dicembre a Roma, presso la Sala Nassyria del Senato, la conferenza stampa – e a seguire la proiezione – del docufilm, diretto da Manuela Tempesta, “La Vigna di Demetrio Zaccaria”.
L’opera ripercorre la vita dell’imprenditore vicentino Demetrio Zaccaria, bibliofiloed esperto di enologia e gastronomia, il quale ha donato alla comunità per una fruizione pubblica la sua biblioteca personale, attentamente costruita in decenni di raffinata ricerca. Si tratta di una collezione di oltre sessantamila volumi, tra cui pezzi antichi e rarità, custoditi e ordinati in un palazzo storico acquistato da Zaccaria proprio con l’intento di farne un polo culturale aperto a tutti.
L’iniziativa svoltasi ieri, promossa dalla Senatrice Daniela Sbrollini, ha visto protagonisti nella prima parte diversi relatori: oltre alla regista, il produttore di Kublai Film Lucio Scarpa, il Presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna” Remo Pedon e l’attore Gianmarco Tognazzi. Gli ospiti sono intervenuti evidenziando la forza divulgativa del progetto, che racconta con chiarezza e coinvolgimento lo straordinario lascito di Demetrio Zaccaria alla comunità non solo vicentina ma nazionale.
Gianmarco Tognazzi ha sottolineato il valore culturale del film e del soggetto, ricordando le analogie tra Demetrio e il padre Ugo, anch’egli amante delle scienze agrarie.
Manuela Tempesta ha armonicamente unito i due generi, documentario e fiction, rendendoli complementari: tra le fonti fondamentali, oltre ai racconti di amici e collaboratori del mecenate, vi sono numerosi filmati d’archivio, tra cui uno in cui è possibile osservare Zaccaria in persona. L’inserimento di una trasfigurazione corporea della memoria di Demetrio (interpretata dall’attore Guido Laurjni) aggiunge potenza emotiva e forza narrativa al docufilm.
Una micro-storia dal significato ampio e metaforico, che può essere vista come elemento scatenante per aprire un dibattito su temi come il patrimonio culturale, la responsabilità sociale e la potenza della memoria. Attualmente nota forse all’estero più che in Italia, è una vicenda che merita di essere conosciuta e diffusa.
