La giornata del 18 Aprile 2026 degli Stop e-Motion Days si è aperta alle ore 10 con la proiezione della seconda parte degli Students Shorts, la sezione dedicata ai lavori degli studenti.
Prosegue poi la retrospettiva dedicata al Maestro cecoslovacco Švankmajer con la seconda tornata dei suoi corti, la quale copriva i corti dal 1971 al 1982.
Parallelamente si sono svolte le proiezioni degli International Shorts, mentre in Sala Radici si è svolto il panel dal titolo “Stop-motion in Italia: arte invisibile o industria impossibile?”. Condotto da Michelangelo Morello e da Gianluca De Angelis. Il panel ha visto la partecipazione di Andrea Pagliardi, Matteo Burani, Mario Kreill e Alma Bustamante.
Diversi gli argomenti affrontati: dalla necessità di una tutela istituzionale delle attività artistiche di nicchia come la stop-motion alla necessità di divulgare maggiormente la stop-motion a livello critico e giornalistico. Successivamente è cominciata in Auditorium la retrospettiva “sPot e-Motion” dedicata a Virgilio Villoresi (introdotta dallo stesso regista), mentre in Sala Radici si è tenuto un secondo panel dal titolo La produzione Stop-motion in Europa: un confronto fra ecosistemi. Il panel, moderato da Andrea Piumarta ha visto la partecipazione di Peter Lord, Jean-Francois Le Corre e Heinrich Sabel.

I relatori hanno discusso sulle differenze dei sistemi produttivi (con relative difficoltà strutturali) in paesi come Germania, Francia e Regno Unito. Peter Lord ha raccontato la sua esperienza spiegando come gli speciali televisivi e la produzione sulla tv siano stati una parte fondamentale per l’avvio della sua carriera. La discussione si è poi focalizzata sul futuro dell’animazione stop-motion e le sfide derivanti dall’AI.
Si è svolta inoltre la retrospettiva su Peter Lord (Presidente di giuria di quest’edizione del Festival), lo stesso regista e fondatore della Aardman ha avuto occasione di introdurre i suoi lavori davanti alla Platea.
Dopo un’introduzione di Jean-Francois Le Corre e di Pietro Liberati, è stato proiettato il corto Atomik Tour e, a seguire, il lungometraggio in concorso Tales From the Magic Garden diretto da David Súkup, Patrik Pašš, Leon Vidmar e Jean‐Claude Rozec. La giornata si è conclusa alle 21 con la proiezione del lungometraggio Memory Hotel. Il film ha richiesto 25 anni di lavorazione ed è stato introdotto dallo stesso regista Heinrich Sabel.
