Carlo Mazzacurati, padre nobile della cinematografia del Nordest che si è ritagliata negli ultimi anni un posto di primo piano nel nostro cinema

Mercoledì 9 settembre alle ore 14.30 all’Hotel Excelsior / Spazio Regione Veneto di Venezia, un omaggio a Carlo Mazzacurati per interrogarsi sulla rappresentazione e il ruolo del Nordest, oggi, nel cinema italiano, la sua efficacia nel rappresentare le speranze, il malessere e le disillusioni di tutti noi. Mazzacurati e il Nordest è il tema dell’incontro in programma  a cura di Emanuela Martini e della Redazione di Cineforum con l’intervento di Marina Mazzacurati e del regista Alessandro Padovani (Cinit Cineforum Italiano). L’accesso è consentito al massimo a 30 persone  a causa delle disposizioni sul rispetto del  distanziamento. L’evento è organizzato da CINIT Cineforum Italianoe FIC-Federazione Italiana Cineforum in collaborazione con la rivista Cineforum, Regione Veneto e Biennale di Venezia con il contributo di MiBACT-Direzione Generale Cinema.

La sedia della felicità, La giusta distanza, La lingua del santo. All’indietro, fino ad arrivare al 1987 di Notte italiana, con questi titoli che intrecciano atmosfere noir e leggerezze di commedia, Carlo Mazzacurati è stato l’autore italiano che ha anticipato, con i suoi paesaggi, i suoi volti, le sue cadenze, la sua malinconia e talvolta la sua angoscia un universo fisico, sociologico e psicologico che nell’ultimo decennio si è ritagliato un posto di primo piano nel nostro cinema: il Nordest del nostro paese (non solo Veneto, ma anche Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige), la Padania orientale dei piccoli e medi imprenditori, dei falliti, di quelli che trafficano e dei sognatori, dei misteri di paese e dei riti di provincia, di acque di laguna e di delta.

Piccola patria ed Effetto Domino di Alessandro Rossetto, Primo amore di Matteo Garrone, La felicità è un sistema complessodi Gianni Zanasi, Villetta con ospitidi Ivano De Matteo, Finché c’è prosecco c’è speranzae Il grande passo di Antonio Padovan, Io sono Li di Andrea Segre, I figli della notte di Andrea De Sica, La ragazza nella nebbiadi Donato Carrisi, La ragazza del lago di Andrea Molaioli, Un confine incerto di Isabella Sandri, In fondo al bosco di Stefano Lodovichi sono solo alcuni dei titoli che sono andati via via a comporre questa topografia riconoscibile e problematica.

E, con il suo amore per il genere e con la sua abilità nel mischiare suggestioni disturbanti e autenticità dei caratteri, Mazzacurati ha tracciato il solco nel quale si sono mossi gli autori successivi.